Con Cascella Barletta è diventata la città della Diffida!

diffida comune barletta

A Barletta per approvare il rendiconto di gestione del 2015 occorre che arrivi prima il "Decreto di diffida" della Prefettura!
Questa è la situazione nella quale versa il nostro Comune. Come spesso accade ci troviamo a denunciare una situazione di emergenza di cui siamo stati facili profeti, infatti con disinvolta incuranza da parte del Sindaco e della Giunta, da sempre commissariati dal dirigente al ramo, il bilancio consuntivo che doveva essere approvato entro il 30 aprile slitta di un mese, con buona pace degli inconsapevoli cittadini e del Prefetto che si trova costretto a diffidare Cascella dal temporeggiare ulteriormente all'adempimento contabile.

Inoltre discuteremo del consuntivo il 31 maggio quindi l'ultimo giorno utile anche rispetto alla proroga, tanto per sottolineare la politica del ricatto di Cascella nei confronti della sua debole maggioranza dell'inciucio PD-NCD. L'approvazione del consuntivo 2015 oltre il suo termine di legge si può definire come una "furbata" per evitare di poter fare per tempo gli opportuni controlli sul corretto impiego delle risorse stanziate per il 2015 e per fare confronti e proposte emendative sul preventivo 2016. Infatti durante l'approvazione del bilancio preventivo 2016 alla nostra domanda sulle sorti del consuntivo 2015 l'amministrazione ha risposto con parole tutt'altro che chiare e con motivazioni poco plausibili per la normale gestione di un ente pubblico capoluogo di provincia.

La poca trasparenza degli atti economici, i sotterfugi e le mancate risposte alle nostre domande sono ormai sotto gli occhi vigili di tutti noi cittadini, infatti ancora attendiamo, dall'ultimo consiglio comunale, una risposta su tutte quelle opere pubbliche con stanziamento certo nel 2015 che non sono mai state avviate: una tra tante è il rifacimento del manto erboso dello stadio "Lello Simeone" che versa in condizioni indecorose. Nessuno ci ha ancora detto con certezza dove sono quelle somme di denaro pubblico, ma sta di fatto che pretenderemo chiarezza nel prossimo consiglio comunale perchè riteniamo che così sia impossibile continuare a governare!

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Sorteggiati gli scrutatori per il referendum del 17 Aprile 2016

160323_referendum_sort_scrutatori.jpgLa Commissione elettorale comunale si è riunita in seduta pubblica nella sala del Comando di Polizia Municipale di Barletta per procedere al sorteggio tramite estrazione telematica dagli elenchi degli iscritti all’apposito Albo, precedentemente formato, dei 302 scrutatori per il referendum popolare del prossimo aprile.

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La direzione da prendere

Sono tra i firmatari di questo appello pubblicato sul Manifesto del 10/2/2016 per sostenere la giusta "direzione da prendere", un punto di vista collettivo per cambiare davvero l'Italia.

 

Le giornate di Cosmopolitica. Irrompere nel processo per la sinistra del cambiamento

“Non c’è alternativa”. “La società non esiste”. Osservando il mondo che ci circonda, parrebbe proprio che i due motti di Margaret Thatcher fossero profezie autoavveratesi. Il clima è “fuori dai cardini” e la società in frantumi, la guerra tra poveri divampa e la lotta di classe sembra esercitarsi esclusivamente dall’alto. Il “pilota automatico”, la resa allo strapotere della finanza, la subalternità al neoliberismo sono il comun denominatore di quasi tutte le forze politiche dominanti. Intorno a noi la barbarie avanza: guerra ai confini e stato d’eccezione nelle città del continente; bandiere nere dell’Isis sulla sponda sud del Mediterraneo, bandiere nere dei nuovi fascismi in Europa.

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In Comune: costruire democrazia reale, partendo dal basso

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Se, come scriveva Calvino, “ogni città riceve la propria forma dal deserto cui si oppone”, nell’Europa del pensiero unico neoliberista anche le nostre città sono a rischio desertificazione. Ripensare quindi le città alla luce della prossima tornata delle amministrative vuol dire innanzitutto ridescrivere l’idea e la pratica per una politica dal basso. Ripensare le città vuol dire ripensare le comunità, il loro potere decisionale, l’organizzazione dello spazio urbano, la bellezza dei luoghi da difendere e valorizzare, la promozione di forme di mutualismo e welfare dal basso. Non è da sottovalutare la sfida che si apre sui territori: l’alternativa e l’opposizione al verticismo della governance neoliberista.

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